I MIEI LIBRI

Lorenzo Beccati

  • Aenigma

    Voi non mi conoscete, ma farete tutto ciò che voglio. Mentirete per me, ruberete per me, ucciderete per me.

    casa editrice:'Nord'



    È una giornata come tante. E loro sono clienti come tanti: una coppia di anziani, una giovane madre, un timido agente di borsa. Ma, non appena entrano in banca, si trasformano in criminali efficienti e spietati.

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    Sparanosenza esitare alle guardie giurate e si fanno consegnare un’ingente somma di denaro. Pochi secondi dopo, nel grande atrio dell’edificio immerso nel silenzio, echeggiano i passi di un uomo vestito di nero che, senza proferire parola, si fa consegnare il bottino ed esce.

    Non fugge, però. Rimane in attesa della polizia. Tuttavia gli agenti che lo arrestano e lo caricano sulla volante non arriveranno mai in questura… C'è qualcosa di profondamente inquietante nelle azioni di quelle persone comuni, all'apparenza innocue. È come se il nemico fosse ovunque, e il male covasse anche nelle anime più innocenti. Il commissario Davide Ganz capisce subito di dover affrontare un caso senza precedenti che pone fin troppe domande.

    E, per trovare le risposte, Ganz sarà costretto a lasciarsi alle spalle tutto ciò che crede di sapere sugli oscuri sentieri del crimine e inoltrarsi nel labirinto insondabile della mente dell'uomo misterioso, che è solo all'inizio della sua opera…

  • Pietra é il mio nome

    Un giallo storico tutto italiano di grande atmosfera e di straordinaria potenza narrativa

    casa editrice:'NORD'



    Pietra, una giovane rabdomante, costretta ad indagare sull'uccisione di alcune donne che rispuntano da un passato comune ed oscuro. "Pietra è il mio nome".


  • Il faro delle lacrime

    Un thriller dal ritmo incalzante e dai continui colpi di scena

    casa editrice:'Fratelli Frilli Editori'



    Un faro in mezzo al mare d'Irlanda e Jo, il guardiano italiano, criminologo mancato, sono i principali protagonisti di un thriller dal ritmo incalzante e dai continui colpi di scena.

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    Tutto ha inizio con il corpo nudo di una bellissima ragazza trovato una notte di bufera tra gli scogli della torre di granito. Altri cadaveri seguiranno. A indagare è chiamato l'ispettore Casey, un poliziotto poliziotto.

    Jo, il solitario guardiano del faro, uomo affascinante e mite, ma incapace di resistere a violenti eccessi di collera è il principale sospettato. Cosa nasconde il suo passato? E' lui l'assassino? Quale mistero si cela dietro gli omicidi seriali? Il terrore avrà mai fine?

    Cominciate a leggere e non riuscirete a smettere ...

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  • 74 Nani russi

    San Pietroburgo, 1710

    casa editrice:'Internòs'



    "74 nani russi" è un testo toccante che pone il lettore di fronte a considerazioni profonde sulla "diversità" vissuta dai "normali" come occasione di scherno.

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    Russia, anno del Signore 1710. Vicino alla nuova città di San Pietroburgo, in una fossa, giacciono i cadaveri di 74 nani trucidati.

    Non è la fine, ma solo l'inizio. In un libro fuori dagli schemi, che passa dal romanzo classico al thriller fino alla poesia in prosa, si muovono personaggi come Pietro il Grande, sua sorella Natal'ja, Jakim il buffone,'interacorte di boiari e 74 nani russi. Una storia insolita per lettori non conformisti.

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  • L'uccisore di Seta

    Anno Domini, 1590

    casa editrice:'Kowalski'



    "Nel terzo e ultimo episodio della serie inaugurata dal Guaritore di maiali e protagonista con il Mistero degli Incurabili, l'ingegno del protagonista Pimain torna a risolvere enigmi sullo sfondo di una Genova a tratti lirica a tratti brulicante, una formidabile coprotagonista.

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    Genova, Anno del Signore 1950. La peste torna a flagellare la riviera. Anche Pimain, il Guaritore di maiali, sembra ormai destinato a morirne, ma qualcuno, forse un'allucinazione, forse una creature in carne e ossa, interviene per salvarlo e l'uomo, smagrito e lucido, è libero di tornare alla sua vita appartata sulle colline in compagnia dei maiali e del cane Mat.

    E' la città di Genova la prima ad avere bisogno delle doti di indagatore di Pimain: un mostro efferato miete vittime tra i tessitori della pregiata seta, ora rifugiati nel convento di Belvedere.

    Sarà il senso del dovere o l'amore per la bellissima Maddalena, ora pronto a trasformarsi per sempre in una passione piena e vitale, a spingere Pimain ad accettare l'incarico di fermare la violenza della Creatura Oscura? Intanto l'aiuto del Guaritore di maiali è richiesto altrove, e quindi a scomparire non è solo l'oro del Doge ma qualcosa di ben più prezioso, persino i servigi di un disertore come Pimain possono fare comodo alla Serenissima Repubblica....

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  • Il mistero degli incurabili

    Anno Domini, 1589

    casa editrice:'Kowalski'



    "Genova, Anno del Sgnore 1589. Pimain, il guaritore di maiali, suo malgrado si ritrova a svolgere il delicato compito dell'indagatore.
    Teatro delle indagini: il primo ""manicomio"" di Genova, l'Ospedale degli Incurabili, dove un assassino uccide una dopo l'altra le povere anime che vi sono rinchiuse.

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    Strani avvenimenti scuotono le mura dell'Ospedale degli Incurabili, dove sono rinchiuse povere anime che Dio sembra aver dimenticato mentre gli uomini le ricordano solo con il nome della malattia di cui soffrono: il furioso, il sifilitico, il melanconico, l'epilettico, lo storpio.In quegli stessi giorni, un demone si aggira per i carrugi seminando il terrore.

    Tre ragazzi spariscono e i loro cadaveri vengono ritrovati grazie alle visioni di una maga. Il Guaritore di maiali è l'unico in grado di svelare i due misteri che finiscono per fondersi in uno solo. A complicare le cose, il mistero più grande di tutti: l'amore.

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  • Il guaritore di maiali

    Anno Domini, 1589

    casa editrice:'Kowalski'



    Il guaritore di maiali approda in Kowalski in una nuova edizione ampliata e rivista dall'autore. Un'ambientazione misteriosa e affascinante, una trama impeccabile, un investigatore di grande personalità, pronto a diventare protagonista di una serie.

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    Chi è l'artiglio del diavolo?

    Nei Caruggi di Genova si parla di lui sottovoce, con orrore. Quando cala la notte le donne tremono al pensiero di incontrarlo e fare la stessa fine delle altre disgraziate che sono cadute sotto la sua bestiale ferocia.

    Tutta la città lo cerca. E quale presenza diabolica si aggira tra i carmelitani scalzi di Sant'Anna e profana la casa di Dio sgozzando i preziosi maiali del convento e incidendo una croce cristiana sui loro corpi? E' come se il Cielo avesse voluto scagliare contro i genovesi due pesti allo stessotempo, ma Pimain, il guaritore di maiali, che ama le bestie più degli uomini, è convinto che il Signore abbia faccende più importanti di cui occuparsi e che debba invece dubitare delle persone. Di tutti, proprio tutti.

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  • Il Santo che Annusava i Treni

    Liguria, anni cinquanta

    casa editrice:'Kowalski'



    "In una piccola stazione semi dimenticata da Dio e dagli uomini passa la sua giornata il facchino del paese e, quando arrivano occasionali passeggeri, un imprevisto cambio di valigie lo trasforma in un veggente dispensatore di prodigi.

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    Una piccola stazione dove non passa quasi nessuno. Un facchino col mal della mosca. Dei bagagli restituiti per caso alle persone sbagliate non cambiano il destino dei passegeri, della stazione, del facchino, che senza volerlo diventa un dispensatore di prodigi.

    Anni cinquanta. Liguria.
    Una banchina che assiste a scambi di abiti da sposa, torte alla panna, valige cariche di accendini e ventiquattrore piene di documenti. Un paese che pian piano si popola di viaggiatori in cerca di un'indicazioneper i propri dilemmi, di affittacamere e chiaroveggenti, ex voto, discorsi sulla sanità e perfino processioni e statue in piazza.

    Una lettera che svela, molti anni dopo la morte del Santo-Facchino, il segreto dei suoi miracoli

    Una ragazza con gli occhi verdi e un neo sulla guancia era indecisa se sposarsi oppure no.
    Nel bagaglio che le diede il facchino trovò il candido vestito da sposa della donna tanto grassa da dover essere spinta a forza giù dal treno poichè non passava dal sportello. Osservò l'abito con molta cura. Lo stese sul sedile. Se lo portò all'altezza delle spalle per guardarsi alla specchiera. Non era il suo vestito da sposa, quello che aveva immaginato mille volte...

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  • Il Barbiere di Maciste

    casa editrice:'Kowalski'



    "Il barbiere di Maciste è un romanzo di anime elette ed eroi qualunque, ambientato in un'asciutta Liguria degli ultimi cinquant'anni. Protagonisti della storia sono l'ottantenne Camillo, noto a tutti per essere stato il barbiere dell'unico e vero Maciste, e la sua gamba sifola, pessima consigliera a cui il mago del rasoio demanda il lavoro sporco.

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    In un giorno che pare come tuttigli altri, ma che si rivelerà unico, l'ottantenne Camillo - noto a tutti per essere stato il barbiere dell'unico e vero Maciste - e La sua gamba sifola - pessima consigliera preposta al lavoro sporco - si vedono comparire in bottega, una dopo l'altra, le persone che hanno avuto un significato particolare nella vita del vecchio Camillo: il barbiere bello, dal quale ha ereditato il mestiere, il calciatore vecchio, il venditore di cugine, Palmiro Togliatti, il figlio del prete, lo sfondareti Levratto, Gabriele D'Annunzio e tanti altri.

    Sullo sfondo i luoghi, set affascinanti delle storie che ogni apparizione porta con sè: l'Esposizione Universale di Parigi del 1900, i campetti di calcio di paese, i campi di sere A, gli studi cinematografici dei grandi colossal dell'epoca, i vagoni di prima classe del treno Genova Ventimiglia, un circo dei poveri con annesso calcinculo e poi le fiere, le carceri di un'Italia di provincia, periferia del mondo abitata da piccoli uomini le cui storie si intrecciano a formare La grande Storia.

    E' un giorno speciale nella vita di Camillo e mentre li vede entrare, uno dopo l'altro, anche noi ci domandiamo: che cosa vogliono da Lui e dalla gamba sifolina?

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  • La morte dei comici

    casa editrice:'Anthelios edizioni'



    "La morte dei comici” non è un testo comico nel senso che non si pone come unico scopo, ma a me sembra neanche come scopo primario, quello di far ridere. E’ un testo che diverte, e diverte molto, ma in cui i registri predominati sono a mio avviso quello poetico e quello grottesco.

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    Quando Corrado mi ha portato il copione de “La morte dei comici” , sulla copertina campeggiava una insolita dicitura: “Stesura provvisoria”. Strano. Solitamente gli autori quando fanno circolare i proprio testi fuori dalla cerchia dei parenti è perché li considerano oramai dei capolavori la cui compiutezza farebbe impallidire Edipo Re, e in cui lo spostamento di una virgola verrebbe considerato delitto imperdonabile. Le parole di Corrado rinforzavano questa strana sensazione: “ estrema disponibilità” degli autori, perché tutti “ potessimo dare un apporto originale ” a questo testo con cui la prima volta la “prosa” avrebbe dovuto invadere il nuovo tempio del Cabaret. Fermo restando che non mi è affatto chiaro quali siano i confini che separano il teatro comico dal cabaret moderno, in cui l’elemento di improvvisazione è oramai pressoché scomparso, leggendo “la morte dei comici”, mi sono trovato di fronte ad un testo completamente diverso da quello che mi aspettavo. “la morte dei comici” non è un testo comico. Aspettate a chiudere il libro o a disdire i biglietti che avevate prenotato.

    “La morte dei comici” non è un testo comico nel senso che non si pone come unico scopo, ma a me sembra neanche come scopo primario, quello di far ridere. E’ un testo che diverte, e diverte molto, ma in cui i registri predominati sono a mio avviso quello poetico e quello grottesco. Un testo che non insegue la battuta ad ogni costo, che non ha paura di aprirsi a lunghi monologhi carichi di lirismo, o di contrapporre nettamente battute fulminati e momenti densi di tragicità. Un testo spesso filosofico, che scherza - ma sempre con estrema serietà - si tematiche esistenziali profonde e religiose. E’ soprattutto a mi avviso, un testo di impianto “classico”, dove il gioco di citazioni si ripete a livelli diversi.

    Il tema centrale, l’incontro del protagonista con la morte ovviamente antropomorfa, è presente in tutta la storia del teatro ( da Euripide a Woody Allen), e diventa qui spunto – non pretesto ! – per ricordare i personaggi che formano la base del nostro immaginario comico colletivo (chaplin, Totò, Laurel & Hardy, Walter Chiari …), visti nel momento del loro “passaggio a miglior vita”. Su questo si innesta il tema (anche qui costante ne teatro, fino al premio Idi “ Siamo momentaneamente assenti” di Squarzina – che sicuramente molti conoscono ma, anche se non gliene frega niente a nessuno, è un testo a cui io sono molto affezionato) dello scambio di persona proposto alla morte: ovviamente essendo qui il protagonista non esattamente eroico, non proporrà di morire al posto di qualcun altro, ma cercherà invece di convincere la morte a portar via al posto suo colleghi, portinaie e persino la mamma! Ma “classico” è soprattutto il rapporto che si è instaurato fra gli autori e gli interpreti. Non so quale sia stata la genesi, ma è certo che balza all’occhio anche alla più distratta lettura che i personaggi sono stati scritti “ per” Corrado Tedeschi e Mauro Di Francesco.

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  • Storie Tatoo

    casa editrice:'Lupetti e Fabiani'



    "Sfondo sudamericano, un bar malfamato accanto al porto e un commissario che fuma troppe sigarette. C’è anche il cadavere, seduto immobile a un tavolino. Il morto è tanto anonimo quanto tatuato, una buona idea, perché un tatuaggio racconta sempre un frammento di vita.

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    Una delle prerogative dei tatuaggi è quella di starsene fermi su braccia, schiene, natiche. Invece i tattoo di Beccati sono mobilissimi e ribelli, tanto che invadono chiassosamente, fin dalle prime pagine, un romanzo poliziesco di impianto classico.

    Tutto è già pronto, impaginato secondo la tradizione: sfondo sudamericano, un bar malfamato accanto al porto e un commissario che fuma troppe sigarette. C’è anche il cadavere, seduto immobile a un tavolino. Il morto è tanto anonimo quanto tatuato- una buona idea, perché un tatuaggio racconta sempre un frammento di vita. Ma proprio questo è il guaio, che nel nostro caso i tatuaggi sono tanti e ciascuno di essi, oltre a un frammento di vita, nasconde anche una vedova ansiosa di raccontare le sua storia.

    La trama gialla tenta di farsi strada ma la giungla dei racconti tatuati si infittisce.

    Volano le prime frecce al cianuro. Non resta che arrendersi a accompagnare Beccati nel suo padiglione degli specchi deformati dove incontreremo un domatore di selvagge Harley Davison, uno stregone indiano che non viene creduto, il dio Nettuno che emerge dal mare di Capri e tanti altri personaggi pronti a inoculare il loro agrodolce veleno sotto la pelle del lettore.

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  • La notte dei commercialisti viventi

    casa editrice:'Baldini & Castoldi'



    "Demoni e mummie, yeti e zombie, vampiri e lupi mannari, alieni e fantasmi.Lorenzo Beccati affronta spavaldamente il pauroso immaginaria di almeno tre generazioni di appassionati del terrore.

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    Demoni e mummie, yeti e zombie, vampiri e lupi mannari, alieni e fantasmi.
    Lorenzo Beccati affronta spavaldamente il pauroso immaginaria di almeno tre generazioni di appassionati del terrore.

    Coniugare l’horror alla comicità è un’operazione che hanno pensato in molti, alcuni sono anche riusciti a realizzarla, ma pochissimi sono quelli che hanno colto nel segno. Alla base di tutto sta la perfetta conoscenza dei meccanismi che regolano i due generi. E’ sufficiente infatti una lieve approssimazione e plaff, tutto finisce nel pentolone dei tentativi velleitari.

    Beccati invece i suoi ingredienti li sa cucinare con pazienza, mischia i sapori al momento giusto e nella dose appropriata secondo un’originale ricetta che, come tutti i grandi cuochi, si guarda bene dal rivelare ma che in sostanza prevede una bella porzione di incubi, una spruzzata di ironia, risate quanto basta e un pizzico di genio.

    Il tutto per quarantatre racconti da gustare lentamente.

    La morte gioca davvero a scacchi ?

    Freddy Krueger ha gli incubi?

    E se si cosa sogna?

    Cos’è che teorizza anche Stephen King?

    Le risposte sono tutte qui di seguito.

    Un consiglio: non leggete questo libro di notte, in località isolate e soprattutto da soli. Se vi dovesse succedere qualchecosa nessuno riuscirà mai a capire se sarete morti di paura o dal ridere.

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