IL MIO ULTIMO LIBRO

Il pescatore di Lenin


Editore: Oligo Editore

Uscita: 4 Marzo 2021

Solleva la testa verso l’alto, con una mano sulla fronte rugosa per proteggersi dal sole e guardare il crinale di Capri visto dal porto. Viene da molto lontano, l’Australia, attirato da un mistero e dalla voglia di tornare nel paese dei suoi avi dove non aveva mai messo piede. A ottantadue anni ha colto l’ultima occasione. Faccia spigolosa, testata di capelli bianchi, barba incolta ispida come una brusca da cavalli, alto, asciutto e una spalla più bassa dell’altra.

Sollecito, un tassista lo invita a salire su una macchina senza il tettuccio di metallo, sostituito da un tendalino di stoffa con nappe colorate ai bordi e sedili di tubolari e tela. Con fatica sale a bordo. L’età e due protesi alle anche, ormai vecchie anche loro, non lo aiutano di certo. Apre la cinghia di una piccola tasca dello zaino e mostra un biglietto con due sole parole. II tassista lo legge e poi saluta i colleghi in attesa e parte. S’inerpica su per la salita incontrando pulmini zeppi di turisti, la corriera e il camion della spazzatura e dà la precedenza a tutti. Il tassista osserva nello specchietto se il cliente si spazientisce, ma è impegnato a guardare più la gente che il panorama.

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BIO
LORENZO BECCATI

Nato a Genova, nel quartiere di Cornigliano è un autore televisivo e scrittore, collaboratore stretto di Antonio Ricci è celebre per i suoi doppiaggi e per aver dato voce al Gabibbo nel programma televisivo Striscia la notizia, è anche la voce dei doppiaggi di Paperissima con il celebre tormentone "ti voglio bene, dobbiamo stare... vicini vicini!".

Secondo un aneddoto raccontato da Beccati la voce del Gabibbo sarebbe quella di un ex-ergastolano che lavorava come piastrellista, con un atteggiamento di meraviglia e stupore, che si andava a mescolare con il tipico comportamento dei ragazzi della periferia genovese di quando Beccati era giovane.

Ha ricevuto premi quali il Burlamacco e il premio alla satira per Striscia la notizia.

Ha dichiarato che non esiste un segreto dietro il suo successo, ma tanto lavoro misto ad una naturale simpatia: ad esempio da quando il Gabibbo è nato non ha avuto bisogno di ridisegnarsi, difatti è stata la satira di una politica in continua mutazione che gli ha concesso il rinnovamento gratuito. Risulta essere contrario a una televisione troppo spontaneista, difatti anche se concorda con alcuni atteggiamenti naturali che un personaggio può avere, è convinto che bisogna prepararsi il lavoro, come ai tempi del Drive in che si arrivava a lavorare 22 ore consecutive per essere sicuri di avere le giuste battute sui giusti personaggi.

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